Il trenino verde è stato un tempo il mezzo di comunicazione che doveva far uscire l’Ogliastra dal cosiddetto “isolamento”, “venne inaugurato alla fine dell’Ottocento:
l’obiettivo principale era quello di sfruttare la ricchezza boschiva di un’area rimasta quasi intatta”. “Il pittoresco e rumoroso trenino sferragliava lontano dai
centri abitati, quasi tutti tagliati fuori dall’ itinerario con stazioncine a parecchi chilometri di distanza, senza collegamenti.” Esso attraversa una delle zone più
belle e selvagge della Sardegna ed arriva fino a Cagliari. Una linea ferroviaria che si è rivelata essere funzionale soprattutto alle visite turistiche delle aree
boschive e forestali dell’Ogliastra, fino alla foresta di Montarbu. Esso ha fatto la felicità di illustri viaggiatori stranieri, come Lawrence, Valery, La Marmora,
che utilizzavano il trenino per vivere insolite emozioni in un suggestivo itinerario fatto di stazioni solitarie, di tacchi e guglie, tra cui Perda Liana. La fauna e
la flora di questi monti sono alla continua attenzione di studiosi , ricercatori e botanici di tutto il mondo. Oggi il trenino è gioia di turisti alla ricerca della
natura e del silenzio.
Il percorso del trenino verde ha inizio ad Arbatax e, dopo aver attraversato la pianura baciata dal mare, attraversa i vigneti, i giardini di agrumi, i pascoli della pianura di Tortolì e comincia a salire ad Elini con la bella stazione in “contonetti” di granito grigio, come tutte le stazioni dei paesi ogliastrini. Quindi arriva ad Arzana, a Villagrande Strisaili, sempre lontano dagli abitati e s’addentra nelle montagne di Gairo, Ussassai, entra nell’azienda forestale di Mont’Arbu tra i secolari tassi, gli agrifogli, le peonie, cinghiali e mufloni. Attraverso l’altopiano di Su Tonneri giunge a Seui, rasentando la miniera di antracite. Salutato dalle foreste di castagni, sugherete, pioppi ed arbusti della macchia mediterranea, lascia l'Ogliastra.