Da sempre Lingua e Cultura hanno interagito e interagiscono e si condizionano con reciprocità e reversibilità; da qui la scelta obbligata di una loro collocazione unitaria. Se per Cultura intendiamo non solamente la “Civilisation”, (l’arte, la storia, la filosofia, la scienza) ma anche lo Stato, in senso lato di ogni popolazione, i cui tratti ed elementi sono oltre che le ideologie, le credenze, la religione, la tecnica, gli oggetti della consuetudine, il lavoro, i sistemi di parentela e quant’altro, nel riferirci all’Ogliastra e alla sua popolazione dobbiamo sottolineare che il suo tratto culturale ha un suo specifico significato solo se visto in funzione della sua struttura, caratterizzata da lungo e secolare isolamento e da una economia originaria prevalentemente, per un lungo periodo, agro-pastorale. Struttura che oggi è andata via via modificandosi per il brusco impatto e intervento di nuove realtà economico-sociali, quali l’industria in genere e quella del “turismo” in particolare, e, soprattutto, per la contaminazione pervasiva e invasiva dei “mass-media. Questi elementi, che hanno prodotto l’emergere di nuove classi sociali e di nuovi miti e valori, hanno alterato i valori primigeni e, almeno in parte, cancellato o scolorito la memoria collettiva delle tradizioni e dei suoi tratti culturali. Memoria che è l’elemento essenziale dell’IDENTITA’ collettiva che appare oggi sempre più confusa, sbiadita e conservata in modo più evidente, solo in quella che è possibile definire una Cultura “materiale” che valorizza ancora alcune particolari attività e consuetudini e alcuni originali prodotti nell’alimentazione, nel lavoro artigianale, nel folclore e soprattutto nella produzione e presentazione di testi teatrali e di testi di “storie locali” . Ma la Cultura è anche e soprattutto “comunicazione” che nelle sue enunciazioni verbali e nella sua attività simbolica è LINGUA, che non è solo strumento di socializzazione ma anche modo di segmentare la realtà e trasmettere significati culturali. . La dimensione Lingua in Ogliastra vede la compresenza della Lingua Sarda accanto alla Lingua Italiana, Lingua Sarda che è una realtà diffusa nel parlato quotidiano e ha tuttora un sicuro riconoscimento sociale e un sicuro consenso collettivo. Situazione che non riguarda però, purtroppo, gran parte delle nuove generazioni per le quali la L.S. non rappresenta più una L.1, e che rende urgente un intervento didattico-educativo di recupero de sa limba che, allo stato attuale, è l’unico elemento che consenta la ricostruzione e la ristrutturazione di una IDENTITA’ e di una Cultura quasi “perdute”. La lingua rappresenta infatti la simbolizzazione dei vissuti,èun modello di classificazione e riveste di senso e di colore la cultura di un popolo. In tutta la L.S. lingua neo-latina, i campi semantici sono particolarmente “condizionati” dalle esperienze cognitive e risultano quasi “concretamente” significativi gli aspetti e la realtà che la lingua comunica. . La “variante ogliastrina” che appartiene alla dialettologia campidanese, ma si costituisce nei suoi confronti come gruppo autonomo abbraccia tutta l’Ogliastra storica , giungendo a sud fino a Tertenia nel salto di Quirra; essa risulta particolarmente arcaica soprattutto nell’area settentrionale, che <>. Suoi tratti caratteristici sono (vedere l'allegato), “Ello Ellus- Grammatica di lingua sarda –E. Blasco Ferrer”. . La presenza di alcune “variatio” all’interno dell’area ogliastrina contrassegna l’esistenza di isoglosse, vere linee di confini linguistici, caratterizzati da passaggi graduali, particolarmente nell’Alta Ogliastra, Talana e Urzulei, dal e tra il Campidanese e il Logudorese, meno aperto , per ragioni storiche, alle influenze innovative delle trasformazioni del latino. . Questo patrimonio di conoscenze e di valori, che la lingua veicola e conserva, può essere tutelato e preservato solo a condizione che le nuove generazioni conservino e valorizzino la Lingua e la Cultura Sarda attraverso la frequenza e l’uso del parlato e dello scritto. Fondamentale risulta per tale obiettivo il ruolo della scuola. Assume, a tal riguardo, particolare valore il Progetto Jerzu”, che ha avuto quale coordinatore scientifico il Prof. Blasco Ferrer, ordinario di Linguistica sarda presso ‘’l’Università di Cagliari, e che è stato seguito in modo “attivo” da 40 insegnanti rappresentanti dell’intera area ogliastrina: progetto su “Lingua e Cultura Sarda in Ogliastra. Tecniche didattiche e applicazioni pratiche all’insegnamento curricolare dalle materne alle superiori.